Inizialmente ti trovi di fronte più di 1000 pagine e non sai se hai tempo e coraggio per affrontarlo. Poi lo inizi e già alla seconda pagina sai che arriverai fino in fondo e subito. È un libro che ti rapisce, incalza, emoziona, stupisce. Ė l'autobiografia di un evaso da una prigione di sicurezza australiana che si ritrova a Bombay e grazie alla fortuita conoscenza di un cicerone indiano, che diventerà presto suo amico, comincia ad entrare nel tessuto sociale della città, fino a confondersi con i nativi e fino ad amare la città di Bombay e a riconoscerla come sua. È il racconto di anni vissuti tra innumerevoli avventure, volti, personaggi, situazioni, intrighi che rendono la biografia un romanzo avvincente e irresistibile; è la storia di un uomo alla ricerca della sua perduta umanità, un uomo che si trova ad affrontare un profondo senso di colpa per quello che è stato e per quello che ha perduto. Per riconciliarsi con se stesso e con il suo passato dovrà vivere in uno slum (dove diventerà l'improvvisato medico di un ancor più improvvisato ambulatorio), subire immani violenze in una prigione indiana, essere assoldato da un mafioso con cui parteciperà alla guerra contro i russi in Afghanistan, far parte della ricostruzione dell'organizzazione mafiosa per cui ha lavorato. E nel dipanarsi del lungo viaggio di vita del protagonista, ti imbatti in personaggi che non si dimenticano facilmente, carichi di emozioni, umanità, cinismo, semplicità, malvagità, mistero; e ti trovi di fronte l'India, pura, nuda e cruda, puoi sentire gli odori di Bombay, percorrerne le strade e conoscere i suoi quartieri. Semplicemente è un libro da leggere.
Leggilo se...vuoi vivere un'emozionante avventura, respirando l'India a pieni polmoni e vuoi scoprire che vuol dire Shantaram.
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Il gabbiano Jonathan Livingston (Richard Bach)
È uno di quei libri che fa bene più ai grandi...l'ho letto anni e anni fa ed è saltato fuori qualche giorno fa. Ambisci alla perfezione, va per la tua strada, sula i tuoi limiti, trasmetti la tua conoscenza e ama. Questo è ciò che ha lasciato questo libro, e a distanza di anni penso che sia un testo che va sempre riletto per non farci dimenticare che saranno tante le persone che ci diranno che non ne vale la pena di inseguire i propri sogni, ma spesso sarà la vita a dare la risposta, basta crederci. Basta librarsi in aria e saper guardare oltre. In fondo non siamo altro che "un'infinita idea di libertà, senza limite alcuno, e il nostro corpo [...] altro non è che un grumo di pensiero."
La frase che più mi è piaciuta è un pensiero sull'amicizia: "Se la nostra amicizia dipendesse da cose come lo spazio e il tempo, allora, una volta superati spazio e tempo, noi avremmo anche distrutto questo nostro sodalizio! Non ti pare? Ma se superi il tempo e lo spazio, non vi sarà nient'altro che
l'Adesso e il Qui, il Qui e l'Adesso. E non ti sa che, in questo Hic et Nunc, noi avremo occasione di vederci, eh, ogni tanto?"
Leggilo se...hai bisogno di credere nelle tue potenzialità!
La frase che più mi è piaciuta è un pensiero sull'amicizia: "Se la nostra amicizia dipendesse da cose come lo spazio e il tempo, allora, una volta superati spazio e tempo, noi avremmo anche distrutto questo nostro sodalizio! Non ti pare? Ma se superi il tempo e lo spazio, non vi sarà nient'altro che
l'Adesso e il Qui, il Qui e l'Adesso. E non ti sa che, in questo Hic et Nunc, noi avremo occasione di vederci, eh, ogni tanto?"
Leggilo se...hai bisogno di credere nelle tue potenzialità!
Poesie d'amore e di vita (Pablo Neruda)
Conosciuto come poeta dell'amore, Pablo Neruda ci ha regalato versi struggenti, emozionanti, che nutrono il cuore umano...anima, natura, corpo, universo, sensualità si miscelano in un continuo susseguirsi di metafore e similitudini che fanno trattenere il respiro nella bocca dello stomaco e fanno sentire la passione, il fervore, non solo per la donna amata, ma anche per i poveri, per la sua Terra, per ciò che dalla terra nasce...è questa infatti una raccolta di poesie d'amore e di poesie impegnate, parla di politica, della lotta contro lo sfruttamento dei più deboli, dei suoi ricordi d'infanzia, dei suoi ideali....
Oggi è il 14 aprile, dunque non posso far altro che condividere l'Ode alla Croce del Sud:
Storia degli indiani d'America (Philippe Jacquin)
Se volete saperne di più sulla storia degli indiani d'America è il libro che fa per voi. Quello degli indiani è un popolo invidiabile per il rapporto con la natura e il loro territorio, avremmo tanto da imparare da loro riguardo l'equilibrio ecologico, il rispetto delle risorse. Questo libro ci illumina su chi era veramente l'indiano, su come vivesse, sulla concezione che aveva nei confronti della libertà sessuale, della religione, della medicina, e altro ancora; fa luce su come il loro equilibrio sia stato letteralmente distrutto dall'arrivo dell'uomo bianco, che ingannò, oppresse un popolo che ben presto si inimicò. È un libro scorrevole, chiaro e fa riflettere molto su come la missione di apportare in un popolo "selvaggio" un'organizzazione statale, atta a proteggere la società e i suoi membri, non sia stata altro che una mera e infima scusa per gestire gli interessi dell'uomo bianco. Estremamente attuale.
Termino questa breve recensione con un meraviglioso pezzo di una lettera scritta dal capo pellerossa
Sealth della tribù dei Duwanisch al presidente Pierce (1855):
"Il Grande Capo Bianco ci manda a dire da Washington che desidera acquistare la nostra terra. Come si possono comprare o vendere il cielo e il calore della terra?
L'idea ci sembra strana.
Noi non siamo padroni della freschezza dell'aria e dello zampillare dell'acqua. Come si può chiedere di comprarle da noi?
Per la mia gente qualsiasi componente di questa terra è sacro. Qualsiasi ago splendente di pino, qualsiasi sponda sabbiosa, qualsiasi nebbia nell'oscurità dei boschi, qualsiasi radura erbosa, qualsiasi insetto ronzante è santo nella memoria e nell'esperienza del mio popolo.
Sappiamo che l'uomo bianco non comprende il nostro sistema di vita. Per lui un pezzo di terreno è lo stesso di un altro, perché egli è uno straniero che viene dalla notte e prende dalla terra qualsiasi cosa
gli occorra.
La terra è sua nemica, non sua sorella, e quando egli l'ha acquistata, continua per la sua strada. Egli
abbandona la tomba di suo padre e dimentica il luogo di nascita dei suoi figli.
Non vi è posto tranquillo nelle città dell'uomo bianco.
Nessun luogo ove si possano ascoltare lo stormire delle fronde in primavera o il ronzare delle ali degli insetti. Forse è soltanto perché io sono un selvaggio e non comprendo, ma mi sembra che il frastuono della città offenda le orecchie."
Leggilo se...ti incuriosisce il popolo degli indiani americani e vuoi sapere la verità sulla loro storia.
Termino questa breve recensione con un meraviglioso pezzo di una lettera scritta dal capo pellerossa
Sealth della tribù dei Duwanisch al presidente Pierce (1855):
"Il Grande Capo Bianco ci manda a dire da Washington che desidera acquistare la nostra terra. Come si possono comprare o vendere il cielo e il calore della terra?
L'idea ci sembra strana.
Noi non siamo padroni della freschezza dell'aria e dello zampillare dell'acqua. Come si può chiedere di comprarle da noi?
Per la mia gente qualsiasi componente di questa terra è sacro. Qualsiasi ago splendente di pino, qualsiasi sponda sabbiosa, qualsiasi nebbia nell'oscurità dei boschi, qualsiasi radura erbosa, qualsiasi insetto ronzante è santo nella memoria e nell'esperienza del mio popolo.
Sappiamo che l'uomo bianco non comprende il nostro sistema di vita. Per lui un pezzo di terreno è lo stesso di un altro, perché egli è uno straniero che viene dalla notte e prende dalla terra qualsiasi cosa
gli occorra.
La terra è sua nemica, non sua sorella, e quando egli l'ha acquistata, continua per la sua strada. Egli
abbandona la tomba di suo padre e dimentica il luogo di nascita dei suoi figli.
Non vi è posto tranquillo nelle città dell'uomo bianco.
Nessun luogo ove si possano ascoltare lo stormire delle fronde in primavera o il ronzare delle ali degli insetti. Forse è soltanto perché io sono un selvaggio e non comprendo, ma mi sembra che il frastuono della città offenda le orecchie."
Leggilo se...ti incuriosisce il popolo degli indiani americani e vuoi sapere la verità sulla loro storia.
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