Storia degli indiani d'America (Philippe Jacquin)

Se volete saperne di più sulla storia degli indiani d'America è il libro che fa per voi. Quello degli indiani è un popolo invidiabile per il rapporto con la natura e il loro territorio, avremmo tanto da imparare da loro riguardo l'equilibrio ecologico, il rispetto delle risorse. Questo libro ci illumina su chi era veramente l'indiano, su come vivesse, sulla concezione che aveva nei confronti della libertà sessuale, della religione, della medicina, e altro ancora; fa luce su come il loro equilibrio sia stato letteralmente distrutto dall'arrivo dell'uomo bianco, che ingannò, oppresse un popolo che ben presto si inimicò. È un libro scorrevole, chiaro e fa riflettere molto su come la missione di apportare in un popolo "selvaggio" un'organizzazione statale, atta a proteggere la società e i suoi membri, non sia stata altro che una mera e infima scusa per gestire gli interessi dell'uomo bianco. Estremamente attuale.


Termino questa breve recensione con un meraviglioso pezzo di una lettera scritta dal capo pellerossa
Sealth della tribù dei Duwanisch al presidente Pierce (1855):

"Il Grande Capo Bianco ci manda a dire da Washington che desidera acquistare la nostra terra. Come si possono comprare o vendere il cielo e il calore della terra?
L'idea ci sembra strana.
Noi non siamo padroni della freschezza dell'aria e dello zampillare dell'acqua. Come si può chiedere di comprarle da noi?
Per la mia gente qualsiasi componente di questa terra è sacro. Qualsiasi ago splendente di pino, qualsiasi sponda sabbiosa, qualsiasi nebbia nell'oscurità dei boschi, qualsiasi radura erbosa, qualsiasi insetto ronzante è santo nella memoria e nell'esperienza del mio popolo.
Sappiamo che l'uomo bianco non comprende il nostro sistema di vita. Per lui un pezzo di terreno è lo stesso di un altro, perché egli è uno straniero che viene dalla notte e prende dalla terra qualsiasi cosa
gli occorra.
La terra è sua nemica, non sua sorella, e quando egli l'ha acquistata, continua per la sua strada. Egli
abbandona la tomba di suo padre e dimentica il luogo di nascita dei suoi figli.
Non vi è posto tranquillo nelle città dell'uomo bianco.
Nessun luogo ove si possano ascoltare lo stormire delle fronde in primavera o il ronzare delle ali degli insetti. Forse è soltanto perché io sono un selvaggio e non comprendo, ma mi sembra che il frastuono  della città offenda le orecchie."

Leggilo se...ti incuriosisce il popolo degli indiani americani e vuoi sapere la verità sulla loro storia.

3 commenti:

  1. Leggi anche Gli spiriti non dimenticano di

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  2. Di Vittorio zucconi. Ciao. Rosalba

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  3. Grazie per il suggerimento! Lo leggerò!

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